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Grazie a tutti e Buon Natale!
Leo
Da noi quando?
Più sotto il link al discorso di ringraziamento pronunciato da Obama a Chicago subito dopo aver avuto la conferma di aver vinto le elezioni.
Nonostante lo si legga con la costante aspettativa di sentire da un momento all’altro le famose parole “… non chiedetevi cosa potrà fare il vostro paese per voi, ma cosa voi potrete fare per il vostro paese…” - sull’homepage di www.barackobama.com la frase di apertura “Non vi chiedo di credere alla mia capacità di cambiare Washington, ma alla vostra” comunque fa tanto JFK - val la pena leggerlo. Da parte mia solo alcune considerazioni un pò più a freddo di quanto non si potesse fare qualche settimana fa.
Premesso che preferivo Hillary Clinton per il suo programma serio e ben fatto - il mio pragmatismo in certi ambiti prende il sopravvento - tuttavia riconosco che Obama è stato capace di mobilitare le persone, perchè le ha rese protagoniste della loro vita e della storia del loro paese.
Occorre aspettare il discorso del 20 gennaio per capire se davvero ci potrà essere un’altra “nuova frontiera” - magari senza Baia dei Porci, senza Crisi dei missili a Cuba, senza Vietnam e soprattutto senza un’altra Dallas - quel che è certo è che il nuovo Presidente degli Stati Uniti non deve niente a nessuno, non ha favori da restuire a petrolieri o produttori di armi o altre lobby più o meno condivisibili - e quindi, probabilmente, un’altra Dallas non ci sarà - perchè ha debiti solo verso la gente comune: la sua campagna elettorale ha impiegato fondi per 639 milioni di dollari 500 dei quali raccolti on line da americani che hanno versato in media 80 $ a testa (circa 62 euro, il costo di due cene in un ristorante a prezzi ormai - ahinoi - medi).
C’è da riflettere. Soprattutto speriamo che i nostri politici riflettano. Al di là delle t-shirt inneggianti ad Obama che personalmente mi fanno rabbrividire come qualsiasi altra “moda”massificante, al di là dei tentativi a destra come a sinistra di appropriarsi della vittoria di Obama a conferma della propria poltica, spero che davvero si rifletta su cosa c’è di storico in questa vittoria: non il colore della pelle del nuovo Presidente (la mamma di Barack era bianca ed è cresciuto in un mondo di bianchi piuttosto benestanti, non certo negli slums), ma l’Obama’s Online Operation sì che è qualcosa di veramente storico: Obama, lui personalmente o attraverso collaboratori e sostenitori, era, ed è, su Facebok, mentre il sospetto è che McCain confonda il più famoso sito di social networking con un leccalecca. Ma soprattutto ha smesso di comunicare per coinvolgere: sui suoi siti le persone ponevano domande, si confrontavano, comunicavano fra loro; non si limitavano all’ascolto passivo, che dura quanto il tempo del picco della curva di attenzione (45 minuti se va bene, di questi tempi temo che sia anche meno), ma formulavano idee: 1000 persone portatrici di innovazioni in tema di sanità sono state selezionate attraverso il sito www.change.gov da un insieme di oltre 10000 perchè ne discutano con il nuovo Ministro della Sanità, appunto, Thomas Daschle.
E’ la logica del web 2.0, è il coraggio che ha saputo trovare Obama: rinunciare ad essere sempre e comunque parte attiva e controllante della sua campagna - e ora del suo governo - per lasciare spazio alla gente. Per cambiare Washington. E il bello è che non può essere demagogia: il web ti porta al successo in fretta, ma altrettanto in fretta, se non mantieni le promesse, ti disintegra, perchè la comunicazione non è più lineare, ma virale. E a tempo zero, cioè adesso.
Buon lavoro, dunque, Mr. President, nulla dopo quest’elezione sarà più come prima. Almeno negli States.
Ma resta una domanda: quando in Italia vedremo qualcuno dimostrare altrettanto coraggio?
www.svedesidentro.it
E’ bellissimo!!!
Date un’occhiata, cliccate sul banner…
E’ un’espressione vera di “Vive la différence!”: essere svedesi “dentro” è valorizzare le differenze, il che significa rispettare davvero ogni essere umano.
Volete un’altra prova? Eccola, leggetevi l’articolo “Si vince colpendo il compratore”.
Eccolo!!!
E’ arrivato…
Lo trovate in libreria o ancora più facilmente on line presso l’editore
oppure sui seguenti siti (cliccando sul nome si apre direttamente il link alla pagina):
Le librerie possono invece rivolgersi direttamente al distributore nazionale: http://www.shoplibri.com
Potete anche richiederlo direttamente a me: leonardavanicelli@libero.it
Il ricavato della vendita sarà devoluto al Progetto la “Ragazza di Benin City” contro lo struttamento delle ragazze africane in Italia.
Granelli di parole…
Una sera come tante, nessuna voglia di uscire, troppo freddo. Start, invio, meglio navigare un pò. Click, link, click. La magia di internet mi apre le porte di una piccola casa editrice siciliana. Mi sembra di sentire il sole, il bagliore accecante dell’ultima vacanza, la forza della passione di una terra bellissima. Click. Un Concorso… “Granelli di parole”. Un titolo che va dritto al cuore. E’ l’ultimo giorno, ma non è ancora mezzanotte. Click. Ventinove righe, solo ventinove, dove condensare un attimo di vita. Invio. E il mio racconto corre verso la terra del sole ad incontrare il suo destino.
E’ un mattino come tanti, le mail si affollano, le riunioni si rincorrono, l’ufficio vive di problemi irrisolti, situazioni indefinite, risate giovani e impegno forte. Suona il mio cellulare, un numero sconosciuto… pronto… il cuore che accellera e poi sembra fermarsi per ventinove righe segnalate dalla giuria: http://www.granellidiparole.com/segnalate07.htm
E così è iniziata l’avventura. Fra poche settimane uscirà l’antologia del concorso e poi… solo un attimo di pazienza… fra poco saprete il resto.
Per il momento ecco il link alla Casa editrice degli amici siciliani:
Carte Segrete
Era il 2006. Qualcuno legge un mio racconto e mi scrive una mail. Un’altra volta????!!! Leggo con attenzione e anche un pò di diffidenza, ma la proposta è di quelle belle: partecipare ad un concorso per testi teatrali. Testi che saranno letti a teatro, quelli finalisti, s’intende. Testi erotici - non pornografi, per chi conosce la differenza - scritti da donne. Penso al mio racconto… sì ci può stare. E lo invio.
E “Un incontro francese” arriva in finale, viene letto in una torrida sera d’estate al Teatro Eleonora Duse da un giovane attore uomo e mi fanno persino un’intervista a RaiTre Puglia. Ce ne sarebbe abbastanza, ma c’è dell’altro: viene pubblicata l’antologia del concorso, “Carte Segrete”. 
“Un incontro francese” è l’ultimo racconto. Un gran finale, ve lo assicuro. Un gran colpo di teatro, come ha detto qualcuno.
Un uomo straordinario
Ho incontrato un uomo straordinario: John Foppe, autore di un libro per ora non tradotto in italiano, ma che vi consiglio di leggere assolutamente (in inglese, ma se ci sono riuscita io…): “WHAT’S YOUR EXCUSE?”
L’ho “incontrato” per caso, ma è stata una grande lezione di vita. Chi mi conosce sa che sono assolutamente convinta che siamo noi che creiamo il nostro destino, siamo noi che scriviamo le pagine della nostra storia e che tutto il resto, persone e situazioni, sono come paletti di uno slalom: occorre passare attraverso di essi. Chi mi conosce sa che spesso dico: “se pensi che tutto dipenda dagli altri, dal destino, da Dio (comunque lo si creda), allora sei fregato”. Perchè si situa il proprio “locus of control” fuori di noi, perchè si attribuisce a qualcos’altro (le persone che abbiamo intorno, un dio in cui crediamo, il caso, ecc.) il potere di risolvere i nostri problemi. Difficile che ciò accada: siamo tutti già impegnati a risolvere i nostri di problemi e affidarsi solo e unicamente ad un’entità sovrannaturale non è certo un modo di essere adulti, ma ancora bambini bisognosi (”aiutati che il ciel ti aiuta” è vera saggezza).
Fin qui un bel ragionamento razionale. Ma si sa, solo con la sola razionalità non si va molto lontano: non si tocca il cuore delle persone, non si smuove l’energia che è dentro di noi. Allora leggete il libro di Foppe. L’impatto emotivo sarà sconvolgente e spero determinante, come lo è stato per me, nel rinnovare la convinzione che tutto dipende da noi. Ce lo siamo dette/i tante volte, ma stavolta abbiamo la possibilità di “sentirlo” dentro di noi.
Il libro lo trovate su www.amazon .com (per circa 14 dollari mi è arrivato in 3 settimane). Nel frattempo potete cliccare su questo link e leggere chi è John Foppe: http://www.varese.istruzione.lombardia.it/eventi/2006nov-volantino-johnfoppe-bodio.pdf.
Nuèter forever
Segnalo il bel romanzo di due amici reggiani, Andrea Friggeri e Alessandro Bassi: Nuèter forever.
Un’avventura tra presente e passato che gravita attorno alla storia di un’amicizia e della ragazza che ne è il polo magnetico. Un’amicizia soffocata da una disgrazia e da un terribile
segreto, che cova sotto la cenere come brace ardente, legando per sempre i destini dei protagonisti. E l’estremo tentativo di far rinascere da questa brace una fiamma ancor più forte e più splendente di prima.
Per chi volesse saperne di più può dare un’occhiata al Blog: Nuèter Forever - Il Romanzo
Wait, what's this?
Parole e immagini di Leonarda Vanicelli.
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