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Quando un racconto cambia la vita…

Non cliccate…

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Dicembre 23rd, 2008 Posted by admin | sTorY bOarD | no comments

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Grazie a tutti e Buon Natale!

Leo

Dicembre 22nd, 2008 Posted by admin | sTorY bOarD | no comments

Da noi quando?

Più sotto il link al discorso di ringraziamento pronunciato da Obama a Chicago subito dopo aver avuto la conferma di aver vinto le elezioni.

Nonostante lo si legga con la costante aspettativa di sentire da un momento all’altro le famose parole “… non chiedetevi cosa potrà fare il vostro paese per voi, ma cosa voi potrete fare per il vostro paese…” - sull’homepage di www.barackobama.com la frase di apertura “Non vi chiedo di credere alla mia capacità di cambiare Washington, ma alla vostra” comunque fa tanto JFK -  val la pena leggerlo. Da parte mia solo alcune considerazioni un pò più a freddo di quanto non si potesse fare qualche settimana fa.

Premesso che preferivo Hillary Clinton per il suo programma serio e ben fatto - il mio pragmatismo in certi ambiti prende il sopravvento - tuttavia riconosco che Obama è stato capace di mobilitare le persone, perchè le ha rese protagoniste della loro vita e della storia del loro paese.
Occorre aspettare il discorso del 20 gennaio per capire se davvero ci potrà essere un’altra “nuova frontiera” - magari senza Baia dei Porci, senza Crisi dei missili a Cuba, senza Vietnam e soprattutto senza un’altra Dallas - quel che è certo è che il nuovo Presidente degli Stati Uniti non deve niente a nessuno, non ha favori da restuire a petrolieri o produttori di armi o altre lobby più o meno condivisibili - e quindi, probabilmente, un’altra Dallas non ci sarà - perchè ha debiti solo verso la gente comune: la sua campagna elettorale ha impiegato fondi per 639 milioni di dollari 500 dei quali raccolti on line da americani che hanno versato in media 80 $ a testa (circa 62 euro, il costo di due cene in un ristorante a prezzi ormai - ahinoi - medi).

C’è da riflettere. Soprattutto speriamo che i nostri politici riflettano. Al di là delle t-shirt inneggianti ad Obama che personalmente mi fanno rabbrividire come qualsiasi altra “moda”massificante, al di là dei tentativi a destra come a sinistra di appropriarsi della vittoria di Obama a conferma della propria poltica, spero che davvero si rifletta su cosa c’è di storico in questa vittoria: non il colore della pelle del nuovo Presidente (la mamma di Barack era bianca ed è cresciuto in un mondo di bianchi piuttosto benestanti, non certo negli slums), ma l’Obama’s Online Operation sì che è qualcosa di veramente storico: Obama, lui personalmente o attraverso collaboratori e sostenitori, era, ed è, su Facebok, mentre il sospetto è che McCain confonda il più famoso sito di social networking con un leccalecca. Ma soprattutto ha smesso di comunicare per coinvolgere: sui suoi siti le persone ponevano domande, si confrontavano, comunicavano fra loro; non si limitavano all’ascolto passivo, che dura quanto il tempo del picco della curva di attenzione (45 minuti se va bene, di questi tempi temo che sia anche meno), ma formulavano idee: 1000 persone portatrici di innovazioni in tema di sanità sono state selezionate attraverso il sito www.change.gov da un insieme di oltre 10000 perchè ne discutano con il nuovo Ministro della Sanità, appunto, Thomas Daschle.

E’ la logica del web 2.0, è il coraggio che ha saputo trovare Obama: rinunciare ad essere sempre e comunque parte attiva e controllante della sua campagna - e ora del suo governo - per lasciare spazio alla gente. Per cambiare Washington. E il bello è che non può essere demagogia: il web ti porta al successo in fretta, ma altrettanto in fretta, se non mantieni le promesse, ti disintegra, perchè la comunicazione non è più lineare, ma virale. E a tempo zero, cioè adesso.
Buon lavoro, dunque, Mr. President, nulla dopo quest’elezione sarà più come prima. Almeno negli States.

Ma resta una domanda: quando in Italia vedremo qualcuno dimostrare altrettanto coraggio?

Il discorso di Obama.doc

Dicembre 5th, 2008 Posted by admin | sTorY bOarD | no comments